Ci sono personaggi che nascono, hanno il loro momento e poi sbiadiscono. E poi c’è Lupo Alberto. Creato da Silver nel 1974, il lupo azzurro della fattoria McKenzie ha superato il mezzo secolo di vita senza perdere un grammo della sua freschezza. Ma qual è il segreto di una simpatia così longeva?

Perché parla di noi, non di lupi. Alberto non è mai stato davvero un animale: è un sognatore squattrinato, innamorato e un po’ sfortunato, che insegue la gallina Marta e sbatte contro il cane Mosè come tutti noi sbattiamo contro gli ostacoli della vita. Dietro le risate, c’è sempre stata la commedia umana: l’amore, la routine di coppia, il desiderio di libertà.

Perché ha sempre avuto il coraggio dell’attualità. Fin dagli anni ’80 le strisce di Silver hanno fatto satira di costume e di politica, hanno parlato di cellulari e talk show quando erano una novità, di immigrazione e di ambiente. Lupo Alberto è cresciuto con i suoi lettori, restando sempre un passo dentro il presente.

Perché ha usato l’ironia per fare del bene. Il lupo azzurro è stato testimonial di grandi campagne sociali: dalla storica campagna di prevenzione dell’AIDS del 1991 al Telefono Azzurro, da Legambiente a Emergency. Un personaggio comico capace di prendersi sul serio quando conta.

Perché è entrato nell’immaginario di tutti. Dai diari di scuola alla TV, dai gadget ai videogiochi, Alberto fa parte del panorama affettivo di più generazioni. Lo riconosci al primo sguardo, anche solo dal suo inconfondibile blu (un Pantone 297 scelto quasi per caso).

Ecco perché avere Silver ospite d’onore a Fumetti al Ricetto 2026 non è solo un grande nome sul programma: è l’occasione di incontrare l’autore di un pezzo della nostra cultura popolare, ancora vivo e vegeto. Silver sarà con noi domenica 4 ottobre, per un talk con il pubblico e una sessione di firmacopie.

Vuoi immergerti nel mondo del lupo azzurro?